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Nicola Braggion presenta il girone D della sua Virtus Padova

19-09-2011 02:26 -
Intervista a Nicola Braggion che presenta il girone D della sua Virtus Padova.

Nicola, come mai sei andato a giocare nel bolognese?
"Terminate le giovanili con il Piove di Sacco mi sono trasferito a Ferrara per proseguire gli studi iscrivendomi alla locale università. Volevo continuare a giocare ma non avevo voglia di legarmi a qualche procuratore e non sapevo bene come muovermi. Ho fatto qualche telefonata e quando ormai avevo quasi deciso di tesserarmi con la società locale del Gallo in C1, mi e´ giunta la notizia che a Cento cercavano un giovane per completare l´ambiziosa formazione di B/1. Stimolato dal conoscere una realtà fortemente agonistica mi sono offerto e l´allenatore ferrarese Furlani mi scelse e io accettai di buon grado anche se non mi garanti´ alcun minutaggio. Ero tra gli ultimi nelle rotazioni di una squadra molto forte, composta completamente da professionisti ma durante l´anno mi guadagnai piu´ di qualche minuto.
L´anno seguente scesi in serie C a Budrio con un coach, Alberici, che si trovo´ la squadra in mano per le improvvise dimissioni dell´allenatore designato e che poi si guadagno´ continue riconferme grazie al buon lavoro svolto. Qui mi fermai tre anni, dal 2002 al 2005, finche´ non ebbi la necessita´ di riavvicinarmi a casa per questioni lavorative."

Quattro anni intensi che rivivi con piacere
"Conservo dei bellissimi ricordi sia di Cento che di Budrio. Nella città del carnevale si viveva di totale professionismo e i giocatori erano di grande qualità, l´ambiente era più che pimpante, il basket una passione che coinvolgeva tutti, quando passeggiavamo ci fermavano, ci offrivano da bere, volevano avere notizie della squadra. Al palazzetto i tifosi erano organizzatissimi, sara´ per il carnevale, hanno il folclore nel sangue.
Budrio era più fredda, più piccola e tranquilla ma anche li eri un personaggio e il pubblico, pur non organizzato come a Cento, era sempre molto presente. La società assomigliava molto alla nostra: conduzione "famigliare", spese oculate, nessun professionista e squadra compatta in tutti i sensi compreso quello dei rimborsi che erano effettivamente tali."

Cosa ci aspetta in questo girone?
"Ho giocato due anni nel girone D ai tempi di Budrio, nel terzo fummo spostati con le squadre lombarde, e ricordo un basket diverso da quello del triveneto, con prevalenza dell´aspetto fisico e squadre dall´altezza elevata e piuttosto uniforme, costruite attorno a giocatori in grado di spaziare in ruoli diversi contro cui non era facile giocare perché in grado di procurarsi notevoli vantaggi fisici. A Budrio per esempio avevamo un quintetto con Acquaviva in play, che e´ alto 1.90, Gabriele Angiolini, io e Innocenti, tutti attorno ai 2 metri, completamente intercambiabili a giostrare nelle posizioni di 3 e 4. In Veneto i ruoli sono piu´ definiti e anche le altezze sono quasi sempre proporzionate."

Qual´e la forza delle squadre di questo girone?
"La fortuna delle minori bolognesi sta soprattutto nella grande quantità di giovani che vengono sfornati dai club di serie A, Virtus e Fortitudo in particolare, anche se bisogna dire che tutte le società si dedicano con cura al vivaio, inoltre a Bologna si vive di basket e i giocatori gli crescono in casa. Oltre ai molti giovani ci sono tante squadre nelle serie superiori e quindi diversi giocatori che cercano di prolungare la professione scendendo di categoria."

Torni volentieri in Emilia?
"Attendo con piacere di tornare a Cento per ritrovare Acquaviva e Rorato, con i quali rispettivamente a Budrio e a Cento, avevo molto legato, e sono curioso anche di vedere se esiste ancora la curva biancorossa dietro al canestro, se dopo il fallimento della vecchia società questa nuova avventura e´ vissuta ancora con tanta passione e calore. Ma ci sono anche tanti altri giocatori del bolognese che rivedrò con piacere, nella Salus, nel Castello, a Imola, ragazzi che hanno circa la mia eta´ e con i quali in quegli anni ci siamo confrontati tante volte."

Chi sono le squadre piu´ forti?
"Le mie favorite sono Cento, Imola, Roveleto, Novellara, ma anche Forli´ non e´ male e ci toccheranno delle belle battaglie a Castel San Pietro, con la Salus, con tutte le altre. Ci sara´ da divertirci, ci dovremo adattare ad un basket un po´ diverso dal nostro, si tratta di una sfida nuova e particolarmente stimolante. Aspettiamoci anche grandi attenzioni tecniche con allenatori che cercheranno di metterci in difficoltà con lo studio di specifici accorgimenti tattici, ho la sensazione che anche da questo punto di vista la scuola di Virtus e Fortitudo abbia fatto proseliti tra gli allenatori, e quindi mi aspetto gare molto tattiche e noi dovremo essere pronti a rispondere."

L´anno scorso siamo arrivati in semifinale, quest´anno la squadra e´ rimasta praticamente la stessa, che obiettivo possiamo darci?
"Adesso mi e´ impossibile valutare il nostro valore nei confronti degli avversari. Non abbiamo alcun metro di paragone e anche dalle mie esperienze e´ trascorso troppo tempo. Le prime giornate dovrebbero essere indicative ma nel caso non dovessimo partire bene sara´ fondamentale non scoraggiarsi anche se le cose potrebbero non venire semplici come accadeva l´anno scorso quando conoscendo molto bene gli avversari era facile spingere i tasti giusti. Dobbiamo essere coscienti che anche noi abbiamo delle atipicità da far valere che potrebbero mettere in difficoltà squadre strutturate in modo diverso dal nostro."

La storia e i roster di alcune squadre avversarie potrebbero incutere del timore reverenziale.
"Avere giocatori professionisti o società molto strutturate non e´ certo sinonimo di successo. Ci sono squadre composte con giocatori dal grande passato e che da tempo vivono di basket, ma questo aspetto non fa sempre la differenza. Ho imparato, anche per esperienze dirette, che le squadre sono forti soprattutto per la loro "chimica". Non devono spaventare i grandi nomi perché anche questi devono trovare l´ambiente giusto per mettere a frutto il loro talento. Per contro posso dire che noi abbiamo buone motivazioni e siamo un bel gruppo e sono sicuro che questo e´ già un bel partire."



Fonte: Virtus Padova