CAERANO - Prima parte dell´intervista a Mathias Gai, allenatore da quest´anno tornato a sedersi sulla panchina nel Caerano. La sua carriera è già lunga: dagli inizi a Caerano con le giovanili, poi il passaggio dopo sette anni a Valdobbiadene (cadetti - juniores), arrivando poi al mondo senior al Giorgione (Promozione). Una stagione e mezza al Trevignano (Finale promozione di... Promozione con il Quinto). Quindi ancora Giorgione, poi l´esperienza a Basket Pieve.
«Ammetto che ho lasciato a malincuore questa società, visto tutto ciò che stanno costruendo al di là del Piave -dichiara Mathias. Il progetto Alta Marca è un esempio che molte società dovrebbero seguire, se vogliono costruire qualcosa di importante».
Mathias; torni a Caerano. Che sensazioni? «A casa... ops a Caerano, ritorno con entusiasmo e con gran voglia di fare. Spero che questo contagi la squadra e tutto l´ambiente. Per questa opportunità ringrazio tutta la società Pallacanestro Caerano e in modo particolare Andrea Barra e Filippo Borin. Dopo 10 anni e tanti tanti kilometri per le palestre della provincia avevo voglia di avvicinarmi a casa e quando me lo hanno chiesto, non mi sembrava vero! Ora all´allenamento ci vado a piedi (il Palanicolò dista 300 mt da casa mia) e la mia famiglia ringrazia, soprattutto la bimba di nemmeno due anni che così, almeno alla sera prima degli allenamenti, mi ha tutto per lei».
Un´estate difficile, una stagione che sarà dura ma tu e la società che obiettivi vi siete posti? «Ti dico com´è andata: il sabato prima di partire per Bormio (per il corso allenatore) la società mi chiama e mi dice: "Ci dispiace veramente ma non riusciamo a coprire le spese per la serie D. Allo stato attuale non possiamo affrontare il campionato di serie D". Un fulmine a ciel sereno. In quel momento mi hanno tolto la terra da sotto i piedi. Fortunatamente nelle settimane seguenti la situazione si è stabilizzata, la società attualmente non naviga nell´oro, anzi, ma cerchiamo di farci bastare quel poco che c´è. E per questo un plauso va ad ogni singolo giocatore della squadra che viene a Caerano esclusivamente per giocare a pallacanestro, senza rimborsi spese. L´obiettivo è sicuramente la salvezza, non sarà facile perché la squadra è profondamente rinnovata: sono partiti Battistello, il miglior giocatore della squadra nella scorsa stagione, Rizzardo e Marcomini e sono arrivati i fratelli Sartore e Gastaldello; in più ci sono 4/5 nuovi under. Siamo tutti consapevoli che, per raggiungere la salvezza, dobbiamo giocare al massimo delle nostre possibilità ogni singola partita, se poi arriva qualcosa di più, ben venga».
Dopo tanti anni sei tornato al basket senior. Pregi e difetti dell´allenare rispetto alle giovanili. «Sono due mondi diversi. Nelle giovanili "lavori" dietro le quinte, lontano dalle luci della ribalta, con l´obiettivo di insegnare ai ragazzi, primo a stare in palestra (ogni anno che passa è sempre più difficile ndr) e poi a diventare un giocatore di pallacanestro, il più completo possibile. Non c´è niente che possa esprimere la soddisfazione di vedere un ragazzo che hai allenato crescere e diventare un giocatore. Nel mondo senior invece sei sotto i riflettori o almeno quei pochi che ci sono nel basket minore e devi gestire il gruppo, allenare la squadra con la finalità della partita nel week end. Chi ha la fortuna di allenare una squadra senior giovane ha anche la possibilità di programmare non a breve termine ma nel periodo di due/tre stagioni, e sono poi queste le squadre che crescono e migliorano a vista d´occhio».