Non c´è la C? Ci pensa Emilio Greco che invita tutti a seguire il campionato ed abbonarsi...
20-10-2011 09:10 -
VENEZIA - Avevo due scelte o commentare il mio Campionato o quello femminile di C regionale.
Ho trovato opportuno per una volta parlare di basket al femminile, ammetto di avere un rapporto con l´altro sesso che definire "pazzesco" e´ poco, che "ami" la donna in generale credo lo sappiano tutti, la mia vita e´ fatta di montagne russe, di scorciatoie prese troppe volte e chiedo venia a chi di dovere, di un ammirazione estrema verso l´essere superiore che si chiama donna, di ritrovarmi single (spero per sempre) e scrivere queste righe sulle squadre veneziane che giocheranno il campionato di serie C regionale, la ex B dell´anno scorso
Ho avuto modo di seguire negli anni scorsi alcune partite soprattutto di C , non ne sono mai rimasto entusiasmato tanto da andarmene spesso a metà partita, ma riconosco che dietro c´e´ il sacrificio di dirigenti, tecnici e le stesse atlete per far si che questi campionati vadano avanti e che oggi ci son le ex squadre della B che saranno nettamente corrazzate pronte a vincere.
La tattica e´ la stessa che mettiamo noi coaches del maschile, cambiano intensità, fisicità, velocità, ma in quanto a rabbia agonistica, voglia di vincere, di fare gruppo le nostre donne ce ne potrebbero dare di lezioni.
Per esperienza personale ho visto giocatrici tornare a casa con botte, lividi, sangue...questo mi piace molto, anche se il dopo partita mi vedeva più massaggiatore e consolatore che partner, ma son ricordi belli e motivo di orgoglio nel dire che in campo si era´ lottato.
Lo sport senza contatto non rientra nei miei favoriti, ho visto pure giocatrici dotate di classe e intelligenza ma confesso che son molto poche a questo livello e quelle che ci sono fanno la differenza.
Le donne del basket poi son molto più figlie di buona donna, sentono molto di più lo spogliatoio, le gelosie, il gruppo come dicevo prima, chi si estromette, in una squadra femminile e´ out.
Nell´arco dell´anno complice anche l´amicizia con un coach del settore andrò a vedere qualche partita e credo faccia piacere a tutti che si parli anche di questo importante segmento del nostro movimento. Colgo l´occasione di salutare e rendere omaggio a una amica speciale da quasi 40 anni, da quando nei primi anni 70 nelle nostre estati nelle spiagge del Lido mi divertivo a buttarla in acqua dalle dighette e insegnarle a nuotare. Quella bambina di Castello e´ diventata la piu´ grande giocatrice di basket nata a Venezia, una delle più forti 2 -3 d´Europa, mi riferisco a Mara Fullin a cui mando tramite il sito un grande abbraccio per confermarle che la nostra amicizia resterà per sempre.
Ho finito, credo che dopo questo articolo me ne andrò un po in ferie, devo pensare anche al mio Fosso´, ai miei viaggi per lavoro, ma son stato contento di aver dato risalto a questa nostra realtà, un consiglio per quello che puo´ servire: lo sport, il nostro meraviglioso basket va preso con grinta, con voglia di sudare e lavorare, siate sempre voi stesse, non parlate a vanvera come purtroppo tante fanno, pensate solo a quanto bello, meraviglioso e´ buttarla dentro, quanta fatica costa difendere, quanto appagante sia una birra o una coca tutte insieme per condividere la gioia di una vittoria o per consolarsi dopo una sconfitta...
Dopo 31 anni di onorata carriera e una vita un po´ sopra le righe rimango convinto che le donne sono un essere supremo, emozionante, padrone del nostro futuro, ma se non ci fossero loro...
duri i banchi
emilio greco
capo allenatore
basket riviera fosso
Fonte: Emilio Greco
Ho trovato opportuno per una volta parlare di basket al femminile, ammetto di avere un rapporto con l´altro sesso che definire "pazzesco" e´ poco, che "ami" la donna in generale credo lo sappiano tutti, la mia vita e´ fatta di montagne russe, di scorciatoie prese troppe volte e chiedo venia a chi di dovere, di un ammirazione estrema verso l´essere superiore che si chiama donna, di ritrovarmi single (spero per sempre) e scrivere queste righe sulle squadre veneziane che giocheranno il campionato di serie C regionale, la ex B dell´anno scorso
Ho avuto modo di seguire negli anni scorsi alcune partite soprattutto di C , non ne sono mai rimasto entusiasmato tanto da andarmene spesso a metà partita, ma riconosco che dietro c´e´ il sacrificio di dirigenti, tecnici e le stesse atlete per far si che questi campionati vadano avanti e che oggi ci son le ex squadre della B che saranno nettamente corrazzate pronte a vincere.
La tattica e´ la stessa che mettiamo noi coaches del maschile, cambiano intensità, fisicità, velocità, ma in quanto a rabbia agonistica, voglia di vincere, di fare gruppo le nostre donne ce ne potrebbero dare di lezioni.
Per esperienza personale ho visto giocatrici tornare a casa con botte, lividi, sangue...questo mi piace molto, anche se il dopo partita mi vedeva più massaggiatore e consolatore che partner, ma son ricordi belli e motivo di orgoglio nel dire che in campo si era´ lottato.
Lo sport senza contatto non rientra nei miei favoriti, ho visto pure giocatrici dotate di classe e intelligenza ma confesso che son molto poche a questo livello e quelle che ci sono fanno la differenza.
Le donne del basket poi son molto più figlie di buona donna, sentono molto di più lo spogliatoio, le gelosie, il gruppo come dicevo prima, chi si estromette, in una squadra femminile e´ out.
Nell´arco dell´anno complice anche l´amicizia con un coach del settore andrò a vedere qualche partita e credo faccia piacere a tutti che si parli anche di questo importante segmento del nostro movimento. Colgo l´occasione di salutare e rendere omaggio a una amica speciale da quasi 40 anni, da quando nei primi anni 70 nelle nostre estati nelle spiagge del Lido mi divertivo a buttarla in acqua dalle dighette e insegnarle a nuotare. Quella bambina di Castello e´ diventata la piu´ grande giocatrice di basket nata a Venezia, una delle più forti 2 -3 d´Europa, mi riferisco a Mara Fullin a cui mando tramite il sito un grande abbraccio per confermarle che la nostra amicizia resterà per sempre.
Ho finito, credo che dopo questo articolo me ne andrò un po in ferie, devo pensare anche al mio Fosso´, ai miei viaggi per lavoro, ma son stato contento di aver dato risalto a questa nostra realtà, un consiglio per quello che puo´ servire: lo sport, il nostro meraviglioso basket va preso con grinta, con voglia di sudare e lavorare, siate sempre voi stesse, non parlate a vanvera come purtroppo tante fanno, pensate solo a quanto bello, meraviglioso e´ buttarla dentro, quanta fatica costa difendere, quanto appagante sia una birra o una coca tutte insieme per condividere la gioia di una vittoria o per consolarsi dopo una sconfitta...
Dopo 31 anni di onorata carriera e una vita un po´ sopra le righe rimango convinto che le donne sono un essere supremo, emozionante, padrone del nostro futuro, ma se non ci fossero loro...
duri i banchi
emilio greco
capo allenatore
basket riviera fosso
Fonte: Emilio Greco







