Mathias Gai: il movimento del basket non decolla e le motivazioni sono molteplici
08-10-2011 07:13 -
CAERANO - Seconda parte dell´intervista con il tecnico Mathias Gai della pallacanestro Caerano che stasera incontrerà sul proprio campo (esordio stagionale) i cugini del Resana.
E guarda caso il buon Mathias si esibisce in una "gufata" non di poco conto (!!!) proprio sul Resana di coach Mormile...
Mathias; ti sei fatto un´idea su chi possono essere le favorite della D ?
«Fuori dal giro, mi sto piano piano aggiornando sul campionato di serie D. Nel girone Blu vedo molto bene le squadre trevigiane: Silea, finalista l´anno scorso, che quest´anno si è ulteriormente rinforzata, Hesperia, con Marchesin e Martinelli dovrebbe avere una marcia in più (anche due) rispetto all´anno scorso e Trevignano, già forte l´anno scorso, quest´anno con l´aggiunta di Groppo e Girotto sono una delle squadre da battere.
Nel girone verde non posso non citare il Solesino, allenatore di ben altra categoria, visto cheho avuto la fortuna di fargli da assistente un anno a Montebelluna e posso dire che Andrea è super e domenica, a nostre spese, abbiamo visto l´impatto di Damiano Brigo in serie D: devastante, arma illegale.
Poi c´è il Resana del mitico coach Mormile: anche loro si sono rinforzati ulteriormente con Benin e poi, non conosco personalmente le squadre, ma mi hanno parlato molto bene, del Mirano, squadra che in rosa ha Signori giocatori, come Scaramuzza e Michielli e di Lupatotino, squadra fisicamente di un´altra categoria.
Non sono infine così convinto, come ho sentito dire, che il girone Blu sia più "tosto" del Verde, vedremo nella post season chi avrà ragione».
Il basket minore stenta a decollare ma di riflesso anche il basket di alto livello. Che problematiche ci sono a tuo avviso?
«Domanda da un milione di dollari. Tutto il movimento è boccheggiante e le motivazioni sono molteplici:
Viviamo in un paese dove il basket è uno sport minore e quindi a tutti i livelli non è facile trovare magnati che diano una mano a livello economico alle società.
Le società: vogliono tutto e subito. Poche hanno pazienza di programmare a medio/lungo termine, di costruire e coltivare all´interno i giocatori del futuro. Nel basket minore un tassello importante sono i genitori, i tifosi e gli appassionati-affezzionati alle squadre: non devono mancare! Ma siamo tutti presi dalla quotidianità della nostra vita che quando c´è da sporcarsi le mani e mettersi in gioco le persone disponibili a dare un po´ del proprio tempo sono poche e sempre le stesse.
Gli allenatori: il basket è uno sport in continua evoluzione e se non ci teniamo aggiornati rischiamo di restare indietro, e lo dico per esperienza personale.
I giocatori: se noi allenatori non insegniamo ai ragazzi che la cosa più importante è imparare a stare in palestra, e poi la tecnica, e la condizione fisica, questi quando gli chiederai di fare un allenamento in più ti risponderanno NO. In un futuro prospetto (come diceva Nikolic) prima si guarda la testa, poi il fisico e infine la tecnica; come a dire: senza la testa non si va da nessuna parte».
Traducendo brevemente scusaci, cosa vuoi intendere?
«Il succo del discorso è che tutti dobbiamo cambiare marcia per rianimare il movimento. Non c´è altro sistema a mio avviso! Un punto di partenza potrebbe essere la risposta della comunità cestistica all´appello di 24secondi.com. Sono convinto che un vero appassionato di basket non abbia problemi a versare 24 euro in un anno (2 euro al mese!!!) per avere uno strumento d´informazione come 24secondi.com.. Altrimenti siamo noi i primi che facciamo morire il nostro sport e tutto ciò che ci gira intorno. Spero di esser stato chiaro!».
Fonte: Redazione
E guarda caso il buon Mathias si esibisce in una "gufata" non di poco conto (!!!) proprio sul Resana di coach Mormile...
Mathias; ti sei fatto un´idea su chi possono essere le favorite della D ?
«Fuori dal giro, mi sto piano piano aggiornando sul campionato di serie D. Nel girone Blu vedo molto bene le squadre trevigiane: Silea, finalista l´anno scorso, che quest´anno si è ulteriormente rinforzata, Hesperia, con Marchesin e Martinelli dovrebbe avere una marcia in più (anche due) rispetto all´anno scorso e Trevignano, già forte l´anno scorso, quest´anno con l´aggiunta di Groppo e Girotto sono una delle squadre da battere.
Nel girone verde non posso non citare il Solesino, allenatore di ben altra categoria, visto cheho avuto la fortuna di fargli da assistente un anno a Montebelluna e posso dire che Andrea è super e domenica, a nostre spese, abbiamo visto l´impatto di Damiano Brigo in serie D: devastante, arma illegale.
Poi c´è il Resana del mitico coach Mormile: anche loro si sono rinforzati ulteriormente con Benin e poi, non conosco personalmente le squadre, ma mi hanno parlato molto bene, del Mirano, squadra che in rosa ha Signori giocatori, come Scaramuzza e Michielli e di Lupatotino, squadra fisicamente di un´altra categoria.
Non sono infine così convinto, come ho sentito dire, che il girone Blu sia più "tosto" del Verde, vedremo nella post season chi avrà ragione».
Il basket minore stenta a decollare ma di riflesso anche il basket di alto livello. Che problematiche ci sono a tuo avviso?
«Domanda da un milione di dollari. Tutto il movimento è boccheggiante e le motivazioni sono molteplici:
Viviamo in un paese dove il basket è uno sport minore e quindi a tutti i livelli non è facile trovare magnati che diano una mano a livello economico alle società.
Le società: vogliono tutto e subito. Poche hanno pazienza di programmare a medio/lungo termine, di costruire e coltivare all´interno i giocatori del futuro. Nel basket minore un tassello importante sono i genitori, i tifosi e gli appassionati-affezzionati alle squadre: non devono mancare! Ma siamo tutti presi dalla quotidianità della nostra vita che quando c´è da sporcarsi le mani e mettersi in gioco le persone disponibili a dare un po´ del proprio tempo sono poche e sempre le stesse.
Gli allenatori: il basket è uno sport in continua evoluzione e se non ci teniamo aggiornati rischiamo di restare indietro, e lo dico per esperienza personale.
I giocatori: se noi allenatori non insegniamo ai ragazzi che la cosa più importante è imparare a stare in palestra, e poi la tecnica, e la condizione fisica, questi quando gli chiederai di fare un allenamento in più ti risponderanno NO. In un futuro prospetto (come diceva Nikolic) prima si guarda la testa, poi il fisico e infine la tecnica; come a dire: senza la testa non si va da nessuna parte».
Traducendo brevemente scusaci, cosa vuoi intendere?
«Il succo del discorso è che tutti dobbiamo cambiare marcia per rianimare il movimento. Non c´è altro sistema a mio avviso! Un punto di partenza potrebbe essere la risposta della comunità cestistica all´appello di 24secondi.com. Sono convinto che un vero appassionato di basket non abbia problemi a versare 24 euro in un anno (2 euro al mese!!!) per avere uno strumento d´informazione come 24secondi.com.. Altrimenti siamo noi i primi che facciamo morire il nostro sport e tutto ciò che ci gira intorno. Spero di esser stato chiaro!».
Fonte: Redazione







